Nel mondo
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
20 gennaio 2019 * S. Sebastiano martire
acquariusUn grande equivoco, talvolta inconsapevole ma spesso in mala fede, sta al centro dell’emergenza migranti irregolari nell’Unione Europea, riportata in questi giorni alla ribalta dalla vicenda dell’Aquarius, la nave della ong franco-tedesca SOS Mediterranée respinta da Malta e dall’Italia e ora in navigazione verso il porto spagnolo di Valencia. Si tratta della mancata distinzione tra l’urgente dovere del pronto soccorso alle persone in immediato pericolo, e l’altrettanto urgente dovere di troncare alla radice dei flussi migratori gestiti da organizzazioni criminali che lucrano senza scrupoli sulla pelle di masse di disperati.

Il primo di questi due doveri non esenta dal tenere conto del secondo. Altrimenti la certezza dell’accoglienza indiscriminata e senza limite diventa l’ultimo anello, l’unico pulito, di una catena che per tutto il resto è una sporca catena di sfruttamento e di abusi. Alla base del drammatico e spesso tragico esodo c’è beninteso un gigantesco problema obiettivo: l’ormai enorme e sempre crescente divario di tenore di vita e di sicurezza personale tra le economie molto avanzate e quelle che sono rimaste indietro. E’ un problema cruciale del nostro tempo e va affrontato, ma la sua soluzione non consiste in esodi in massa dai paesi più arretrati e meno sicuri verso quelli più avanzati e più sicuri. Un esodo che riguarda tra l’altro persone relativamente più istruite e meno povere: perciò dei possibili “motori” principali dello sviluppo della loro terra d’origine. Siamo di fronte non a un fatto fisiologico bensì a una febbre, a una patologia. E se c’è una febbre non si è di certo amici del malato se si fa di tutto perché gli salga sempre di più la temperatura.

Bisogna esportare sviluppo nell’emisfero Sud, non favorire l’emorragia della sua gente più preparata e intraprendente. Ormai da molti anni invece, mentre non si fa alcuna adeguata politica di sviluppo nonché di blocco all’origine di questi flussi migratori irregolari, si è lasciato che nel Mediterraneo il soccorso dei migranti si trasformasse sempre più nel loro trasbordo concordato in mare aperto dai gommoni alle navi dei cosiddetti soccorritori. Nell’epoca dei telefoni satellitari portatili non c’è bisogno che l’accordo con questi ultimi sia esplicito e perciò sanzionabile. Basta lasciare campo aperto alle ong che noleggiano navi ad hoc e le fanno navigare lungo rotte fisse ai limiti delle acque territoriali libiche. Il resto viene di conseguenza, e anche con ulteriore vantaggio per le organizzazioni criminali che lucrano su questi esodi. Oggi infatti queste non usano più gommoni di qualità in grado di tenere il mare e di restare a galla sine die. Risparmiano facendo uso di più economici gommoni “a tempo” che non tengono il mare mosso e che ben presto cominciano a sgonfiarsi. Siamo insomma al naufragio prestabilito che, a prescindere dai rischi per gli infelici passeggeri, conviene a tutte le altre parti in causa.

A tutto ciò si aggiunge la crisi interna dell’Unione Europea che, non riuscendo ad essere un soggetto politico consistente e solidale, lascia ampio spazio a colpi bassi come quelli che, per motivi politici contingenti, sono venuti al nuovo governo italiano dal nuovo governo spagnolo del socialista Pedro Sanchez, e dall’analogo governo del presidente francese Macron. Sanchez si è stracciato le vesti e ha aperto il porto di Valencia all’Aquarius, Macron ha esecrato la decisione presa dal nuovo ministro degli Interni, il leader della Lega, Matteo Salvini, di chiudere alla nave i porti italiani. Vale allora la pena di ricordare quanto segue. Per una decisione che si deve a un precedente governo socialista, Ceuta e Melilla, le due enclaves spagnole situate sulle coste settentrionali del Marocco, sono chiuse verso terra da tre linee di barriere continue alte dieci metri, blindate anche con filo spinato, presidiate da guardie armate e percorribili da corrente elettrica. Un rigoroso dispositivo di polizia terrestre e navale tiene poi ben chiusa ai migranti irregolari la rotta dalle coste atlantiche del Marocco alle isole Canarie. Il governo regionale della Corsica voleva fosse aperto all’Aquarius uno dei porti dell’isola, ma Parigi glielo ha perentoriamente vietato.
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