Nel mondo
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
21 luglio 2019 * S. Lorenzo da Brindisi
liberals crying 1 610x343 «Sono di sinistra perché credo davvero nella libertà e nei diritti delle donne. Non ho cambiato le mie posizioni, se mai è la sinistra che le ha tradite». È così che l’intellettuale Claire Fox, inglese, libertaria, già militante del Partito comunista rivoluzionario, spiega a Tempi perché ha deciso di scrivere il libro I Find That Offensive! (Lo trovo offensivo!), in cui denuncia i danni causati alle nuove generazioni dal pensiero unico politicamente corretto. Un pensiero in realtà «antiliberale e nemico della donna», secondo Fox.
La scrittrice, oggi direttrice del think tank Institute of Ideas che ha contribuito a fondare, cominciò a frequentare il Partito comunista rivoluzionario negli anni dell’università e per il ventennio successivo ne è stata una dei leader. È stata a lungo anche co-editrice della rivista del partito, Living Marxism. Come molti intellettuali anticonformisti, Fox si fa tanto amare o tanto odiare per la sua inafferrabilità.

gulminiUno sguardo sulla povertà, sull'amore e sull'umanità. E' quello di don Simone Gulmini, sacerdote ferrarese della Fraternità Sacerdotale San Carlo che da qualche mese vive in Cile. Per gentile concessione dell'autore e del superiore della FSCB riportiamo una toccante riflessione che invita a guardare l'umano con gli occhi di Dio, spogliandosi delle nostre incrostazioni ideologiche. 
Da circa quattro mesi mi trovo in Cile, a Puente Alto. Vivo con don Marco Aleo, il parroco, don Lorenzo Locatelli, il capo casa, don Alessandro Camilli e don Diego Garcia, viceparroci. Vi racconto due fatti da cui ho imparato molto.
Il primo è accaduto una domenica, quando sono arrivato in parrocchia per celebrare la messa festiva. Entro in chiesa e mi si presenta un’anziana signora vestita da regina. La saluto e lei mi chiede di confessarsi.
Le persone presenti si mettono a ridere, dicono che è pazza. Entriamo nel confessionale e scopro che non voleva confessarsi ma dirmi che tutta la vita aveva desiderato essere una regina e che finalmente aveva esaudito il suo sogno.

hacksawridgeGran bel film, La Battaglia di Hacksaw Ridge: splendido dal punto di vista tecnico, commuove, appassiona ed eleva lo spirito.
Prima di parlarne, ripercorriamo la carriera dell'autore, il famoso Mel Gibson. Che, forse, dà uno spaccato dell'evoluzione del pensiero di un cattolico negli Stati Uniti... Diventa una star di Hollywood negli anno '70 e '80 grazie alle serie Mad Max e Arma letale. Sembra destinato al genere avventuroso-fracassone quando, nel 1990, Zeffirelli lo chiama per vestire i panni di Amleto. Gibson coglie l'occasione, e sfodera una prova da grande attore. Nel 1993 esce il suo primo film da regista: L'uomo senza volto. Un grande, commovente e drammatico film sulla figura paterna, oggetto di diffidenza e anche odio, ma necessaria.
Tre anni dopo ecco l'epico e monumentale Braveheart – Cuore impavido. Di questo film ricordiamo il realismo, la violenza ed uno dei più grandi discorsi della storia del cinema («Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso...»), probabilmente ispirato all'Enrico V di Shakespeare.

cartello happyChe cosa cercano i giovani al sabato sera, quando passano da un locale all’altro, quando si «sballano» tra alcol, droga e musica assordante? Forse non saprebbero rispondere in maniera precisa, forse non saprebbero rispondere a questa domanda neanche quegli adulti che li censurano senza chiedersi che cosa stia al fondo di quel comportamento. 
Durante un’ora di lezione, ad inizio anno, ho chiesto ai ragazzi quali fossero le loro aspettative sulla vita, i desideri più profondi nelle loro giornate. Le risposte furono le solite: laurea, carriera, lavoro, ragazza. Allora chiesi loro se non fosse più bello desiderare di essere felice, bramare la felicità sempre e ovunque, rispettando tutta l’ampiezza del loro desiderio. 
Quando mi capita di chiedere agli studenti: «Perché ci si alza al mattino? Qual è la cosa per voi più importante della vita? Qual è la cosa che desiderate di più, il fuoco che arde quando vi muovete nelle vostre tante attività?», raramente mi accade di sentir nominare la parola «felicità». È un termine censurato, innominabile.

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