Nel mondo
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
25 marzo 2019 * S. Ireneo vescovo
manchesterCarissimi figli,
mi sento di chiamarvi così anche se non vi conosco. Ma nelle lunghe ore di insonnia che hanno seguito l’annuncio di questo terribile attentato, in cui molti di voi hanno perso la vita e molti sono rimasti feriti, vi ho sentiti legati a me in un modo speciale.
Siete venuti al mondo, molte volte neanche desiderati,  e nessuno vi ha dato delle «ragioni adeguate per vivere», come chiedeva il grande Bernanos alla generazione dei suoi adulti. Vi hanno messo nella società con due grandi princìpi: che potete fare quello che volete perché ogni vostro desiderio è un diritto; e l’importanza di avere il maggior numero di beni di consumo.
Siete cresciuti così, ritenendo ovvio che aveste tutto. E quando avevate qualche problema esistenziale – una volta si diceva così – e lo comunicavate ai vostri genitori, ai vostri adulti, c’era già pronta la seduta psicanalitica per risolvere questo problema.

assangeC’è stato un tempo in cui la democrazia occidentale difendeva i dissidenti. Poi Edward Snowden ha chiesto asilo a Putin. C'è stato un tempo in cui la libertà di parola era un valore irrinunciabile della nostra civiltà. Poi i giornali hanno smesso di fare da cane da guardia al potere politico. C'è stato un tempo in cui eravamo migliori di adesso, ma quel tempo è finito con l’esilio di Julian Assange nella ambasciata dell’Ecuador a Londra, lunghi anni trascorsi dal fondatore di Wikileaks lontano dai suoi figli, per una accusa di violenza sessuale che ieri la giustizia svedese ha fatto cadere. 
Quell'impianto accusatorio avrebbe permesso agli Usa obamiani di prendersi la rivincita sull’uomo che ha scoperchiato tanti segreti scomodi di Washington, estradandolo oltreoceano e gettandolo in prigione com’è accaduto a Bradley, ora Chelsea Manning, il militare americano che passò informazioni a Wikileaks, scarcerato nei giorni scorsi e che in galera, oltre a cambiare sesso, ha anche tentato due volte il suicidio.

haydenLotta tra la vita e la morte al Bufalini di Cesena il centauro statunitense Nicky Hayden, dopo essere stato investito sulle strade romagnole mentre si allenava in bicicletta. Travolto da una vettura proprio come é successo al ciclista Michele Scarponi solo qualche settimana fa. “Scarpa”, come era soprannominato l'amatissimo atleta del Team Astana, si stava preparando per l'imminente Giro d'Italia, l'edizione del centenario; è deceduto sul colpo, lasciando moglie e due gemelli. Anche il simpaticissimo “Kentucky Kid”, pilota ufficiale Honda – che nel 2006 aveva strappato un mondiale all'amico Valentino Rossi –, affinava la condizione in vista della prossima gara del campionato mondiale Superbike. Entrambi stavano facendo il loro lavoro. Un mestiere unico, quello dell'uomo di sport, eccezionale ma che, come tanti altri, presenta pur esso rischi, imprevisti e a volte tragiche fatalità.

macronL’ ”Inno alla gioia” di Beethoven è il simbolo musicale non solo dell’Unione Europea ma anche, e prima ancora, della massoneria. Si veda ad esempio quanto  si può leggere in proposito nel sito della Massoneria italiana di Rito scozzese antico e accettato. Che quindi  la sera della scorsa domenica abbia accompagnato l’entrata in scena davanti al Louvre del neo-eletto presidente francese Emmanuel Macron è molto significativo anche per questo. Anche l’evento in quanto tale merita peraltro di venire considerato con attenzione. Né facilmente né con poca spesa un luogo di quell’importanza, la piazza a Parigi davanti al palazzo del Louvre, poteva venire prenotato, preparato e allestito con palco, amplificazione e giochi di luce. Era inoltre evidente la regia professionale dell’evento, accurata in ogni dettaglio:  dalla distribuzione alla folla dei sostenitori di migliaia di bandiere dello medesimo e ben scelto formato alla sequenza delle varie fasi dell’apparizione di Macron, dapprima in cammino da solo attraverso la piazza, poi da solo sul palco, quindi raggiunto da moglie e familiari; infine da una piccola folla di “popolo” prescelto con cura.

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