Nel mondo
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
21 luglio 2019 * S. Lorenzo da Brindisi
Giornata Internazionale dei Diritti dellInfanzia e dellAdolescenza 634x396 300x187Nella mia totale ingenuità pensavo che oggi, 20 novembre, fosse sant’Edmondo martire. Apprendo invece che è la Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza, istituita, ça va sans dire, dall’Onu. Non c’è niente da fare, non riesco a sintonizzarmi sulla lunghezza d’onda secolarizzata. Procedo con la mia vecchia agenda piena zeppa di santi e ignoro le Giornate mondiali: un peccato del quale prima o poi dovrò rispondere di fronte a qualche tribunale.
Comunque sia, visto che è la Giornata dell’infanzia e dell’adolescenza, sono andato a vedere di che si tratta (a dire il vero, non ho mai ben capito a che cosa servano tutte queste Giornate) e così ho scoperto che vuole essere un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica (perdonatemi l’espressione abusata, ma così dicono i promotori) sulla condizione di tanti bambini e adolescenti che nel mondo soffrono a causa di svariati problemi.

mucca crocifissaPer capire lo stato del cattolicesimo a certe latitudini europee basterebbe il commento di una signora che ha visitato la mostra “La vacca sacra” dell’artista Tom Herck allestita nella chiesa – ancora consacrata – di Kuttekoven a Looz, in Belgio: “I cattolici non devono sentirsi offesi. Come Gesù morì sulla croce anche questa mucca è morta sulla croce per i peccati rappresentati dai nostri rifiuti e dall’inquinamento ambientale”. Una lettura un po’ troppo stiracchiata e personale dell’enciclica Laudato si’, verrebbe da dire. Herck, rispondendo alle critiche della dozzina di fedeli che domenica scorsa, cartelli e rosari in mano, hanno occupato il luogo sacro chiedendo la rimozione dell’allestimento, ha spiegato che il bovino crocifisso intende essere una denuncia contro “l’odierna industria agroalimentare” e che non c’è alcun intento anticattolico nell’opera artistica. Che la mucca sia appesa alla croce proprio davanti all’altare è un dettaglio che nulla avrebbe quindi di sacrilego.

Giovanni PascoliPascoli riecheggia Leopardi non solo nel titolo di alcune poesie (si pensi a «Il passero solitario») o nella poetica della rimembranza (nella prefazione ai Primi poemetti scrive: «Il ricordo è poesia e la poesia non è se non ricordo»), ma anche nella considerazione e nella stima dell’uomo come «capacità di infinito».
A differenza della bestia, che si accontenta soltanto di soddisfare il bisogno fisico, l’uomo ha una «grande aspirazione», titolo di una bellissima poesia di Pascoli (appartenente ai Poemetti) che recita: «Un desiderio che non ha parole/v’urge, tra i ceppi della terra nera/e la raggiante libertà del sole.//Voi vi torcete come chi dispera,/alberi schiavi! Dispergendo al cielo/l’ombra de’ rami lenta e prigioniera,/e movendo con vane orme lo stelo/dentro la terra, sembra che v’accori/un desiderio senza fine anelo». L’uomo è come un albero, ben radicato alla terra, ma che vorrebbe avere le ali per volare e si protende, così, verso il cielo.

cloud web internetE’ cambiato il vento. D’improvviso la mano invisibile dei padroni del pensiero ha capovolto il pollice su internet e sui i social.
Lorsignori del mainstream hanno deciso che la Rete – fino a ieri simbolo delle magnifiche sorti e progressive dell’umanità – è diventata la terribile minaccia che incombe su di noi, “il lato oscuro della forza” che può distruggerci.
Addirittura Sean Parker, inventore di Napster, uno che fu tra i primi collaboratori di Mark Zuckerberg a Facebook, spara a zero sui social media: “approfittano delle vulnerabilità della psicologia umana” producendo dipendenza dalla rete e “Dio solo sa cosa sta facendo alla mente dei bimbi”.
Ci va pesante: “si sta sfruttando una vulnerabilità della psicologia umana. I creatori, gli inventori, come me, Mark, Kevin Systrom di Instagram, lo capivamo perfettamente. Ma l’abbiamo fatto lo stesso”.

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