Cristiani perseguitati
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
21 agosto 2019 * S. Pio X papa

joloÈ di 20 morti e 81 feriti il bilancio dell'attentato di domenica 27 gennaio davanti alla cattedrale di Nostra Signora del Monte Carmelo a Jolo City, nel sud delle Filippine, durante la Messa domenicale: lo ha reso noto la polizia regionale. Le vittime sono 15 civili e 5 soldati mentre sono rimasti feriti 14 soldati, due poliziotti e 65 civili. Le due esplosioni - hanno precisato le forze di sicurezza - sono avvenute durante la Messa domenicale. La prima bomba è scoppiata all'interno della cattedrale. L'esplosione è stata seguita da un'altra all'esterno dell'edificio, avvenuta quando già le forze governative stavano rispondendo all'attacco.


Foto diffuse sui social media mostrano i corpi delle vittime tra le macerie in una strada affollata, fuori dalla cattedrale di Nostra signora del Monte Carmelo, già bersaglio di bombe in passato. Truppe in assetto da guerra hanno transennato la strada principale che porta alla chiesa, mentre i feriti portavano i corpi delle vittime e i feriti all'ospedale. I feriti più gravi sono stati trasportati in elicottero nella vicina città di Zamboanga.

Allerta in tutti i luoghi di culto nella regione

"Ho ordinato alle nostre truppe di alzare il livello di allerta per garantire la sicurezza in tutti i luoghi di culto e di porre in atto azioni preventive per stroncare sul nascere eventuali azioni ostili", ha detto il segretario alla Difesa Delfin Lorenzana in una nota. L'isola di Jolo è stata a lungo scossa dalla presenza dei militanti di Abu Sayyaf, nella lista nera degli Stati Uniti e delle Filippine come organizzazione terrorista dopo anni di attentati, rapimenti e decapitazioni.

La prima bomba è esplosa mentre i fedeli cantavano l’Alleluja

Come racconta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) mons. Lito Lampon, vescovo emerito di Jolo e oggi arcivescovo di Cotabato, uno dei due ordigni è esploso all’ingresso della cattedrale di Nostra Signora del Monte Carmelo, mentre l’altro nel parcheggio antistante. «È successo durante la Santa Messa. La prima bomba è esplosa mentre i fedeli cantavano l’Alleluia – continua il presule – la seconda mentre le autorità rispondevano al fuoco».

Per la chiesa locale si tratta di un attentato anticristiano

Accorato il messaggio inviato ad Acs dall’amministratore apostolico di Jolo, padre Romeo Saniel, che al momento dell’attacco si trovava, così come mons. Lampon, alla Plenaria della Conferenza episcopale a Manila. «La maggior parte delle vittime è composta da fedeli che venivano tutte le domeniche alla messa delle 8 di mattina – rende noto il religioso appartenete all’ordine degli Oblati di Maria Immacolata - Daisy Barade de los Reyes è stato il presidente del consiglio parrocchiale, Romy Reyes e sua moglie Leah erano mie amici. Tutti loro sono rimasti coraggiosamente a Jolo nonostante le minacce e l’alto livello di insicurezza». Padre Saniel è convinto che si tratti di un attentato anticristiano e che le vittime siano state uccise a causa della loro fede. «Non vi sono parole per descrivere il nostro dolore. VI chiediamo di pregare per le vittime e per i loro cari, così come per le famiglie dei soldati che hanno perso la vita nel tentativo di rendere sicura la nostra cattedrale».

Pochi giorni fa il referendum per l’autonomia della provincia

L'attacco - che in serata è stato rivendicato dall'Isis - è avvenuto a meno di una settimana dall'ottenimento da parte della minoranza musulmana nel Paese a maggioranza cattolica di una speciale autonomia, nella speranza di porre fine a un conflitto in atto da 50 anni e in cui sono morte circa 150 mila persone. Nonostante la maggioranza dei musulmani residenti nella zona abbiano approvato l'accordo per l'autonomia, quelli della provincia di Sulu, dove si trova Jolo, lo hanno respinto.

Acs: i cristiani subiscono attacchi orribili dagli estremisti islamici

Come Aiuto alla Chiesa che Soffre ha più volte denunciato, da anni nella regione a maggioranza islamica di Mindanao i cristiani subiscono attacchi orribili ad opera degli estremisti islamici e separatisti di Abu Sayaf, affiliati ad Isis.

Atto Satanico

"È davvero un atto satanico che tutte le religioni devono condannare", hanno aggiunto a Fides il Cardinale Orlando Quevedo, Arcivescovo emerito di Cotabato ed ex parroco a Jolo, e l'Arcivescovo Angelito Lampon, per molti anni Vicario Apostolico di Jolo, deplorando il vile attacco compiuto "in un giorno sacro e in un sacro momento di adorazione". "Questa è un'azione di persone malvagie, che hanno assoluto disprezzo per la sacralità della vita umana e della dignità umana",

(27 gennaio 2019 RV Roberto Piermarini - Città del Vaticano)

FINALMENTE LIBERA

 

 

PAKISTAN - La Corte Suprema respinge il ricorso contro l'assoluzione: Asia Bibi è libera

La Corte Suprema del Pakistan oggi ha respinto l'istanza di revisione del verdetto, presentata contro l'assoluzione di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per presunta blasfemia nel 2010 e successivamente assolta il 31 ottobre scorso. L'accusa aveva presentato, secondo una possibilità concessa dal legislatore, un ricorso chiedendo la conferma della pena di morte.

Un collegio di tre magistrati, presieduto dal neo Presidente della Corte, il giudice Asif Saeed Khosa, ha ascoltato le argomentazioni dell'avvocato dell'accusa, in rappresentanza dell'imam Qari Muhammad Salaam, che aveva denunciato per blasfemia Asia Bibi. L'avvocato sosteneva che nella questione, riguardante la fede islamica, dovevano essere coinvolti alcuni ulema musulmani.

"L'Islam dice forse che si dovrebbe essere puniti per un crimine anche in assenza di prove?" ha chiesto provocatoriamente il presidente della Corte. Il magistrato ha poi ricordato gli elementi fattuali che hanno legittimato l'assoluzione: le testimonianze discordanti e una denuncia presentata solo cinque giorni dopo che l'incidente è avvenuto, il che fa pensare, secondo la giurisprudenza, ad accuse false e preconfezionate.

Alla fine di un breve dibattimento, il Giudice ha dichiarato "respinta" l'istanza di revisione del verdetto, confermando la piena libertà per Asia Bibi, che è autorizzata a lasciare il paese, Intanto la capitale Islamabad si trova in strette misure di sicurezza, con il dispiegamento dei Rangers e delle forze di polizia per tutelare l'ordine pubblico. (PA) (Agenzia Fides 29/1/2019)

CAMERUN - Boko Haram attacca una parrocchia nel nord del Paese

Tre le vittime accertate nell’assalto che aveva come obiettivo il rapimento di alcuni preti occidentali

Almeno tre persone sono state uccise nella notte tra mercoledì 23 e giovedì 24 gennaio, quando un gruppo di miliziani probabilmente appartenenti al gruppo jihadista nigeriano di Boko Haram hanno assaltato la parrocchia di Manguirida, all’estremo nord del Camerun.

I terroristi fermati dalla popolazione

Quattro uomini armati hanno sparato ferendo anche una dozzina di persone, nel tentativo di rapire dei sacerdoti occidentali che vivevano nella parrocchia. Lo hanno affermato responsabili della sicurezza locale. La sicurezza presente ha dato subito l’allarme, mentre la popolazione locale, armata di mazze e coltelli si è scontrata con i terroristi, riuscendo a fermarli.

Una regione nel mirino degli islamisti

La regione dell’Estremo nord del Camerun confina con la Nigeria ed è da anni obiettivo dei jihadisti di Boko Haram, anche se negli ultimi mesi la quantità di attacchi è sensibilmente diminuita

(25 gennaio 2019 RV Michele Raviart – Città del Vaticano)

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