Cristiani perseguitati
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
13 agosto 2020 * SS. Ponziano e Ippolito
cristiani indiaE' stato un attacco "ignobile e disumano": così i Vescovi indiani definiscono e condannano gli atti violenti contro l'ospedale cattolico a Ujjain, nello stato di Madhya Pradesh. Come appreso dall'Agenzia Fides, una delegazione dei Vescovi ha visitato l'ospedale missionario ieri, 15 marzo, constatando i fatti accaduti. La struttura, gestita dalla diocesi di Ujjain, offre 200 posti letto per il reparto maternità, e da 44 anni presta servizi medici di qualità alla popolazione di Ujjain e delle zone rurali circostanti. La maggior parte dei pazienti proviene da gruppi sociali svantaggiati, emarginati e poveri che non potrebbero permettersi cure sanitarie. Migliaia di pazienti visitano l'ospedale ogni giorno e vengono curati senza distinzione di classe, etnia o religione.

Il 12 marzo scorso oltre 60 militanti, armati di catene e bastoni, sono entrati con la forza nel compound dell'ospedale. Hanno bloccato l'accesso all'ospedale e al pronto soccorso e bloccato l'accesso ai generatori elettrici e al sistema di approvvigionamento idrico, mettendo così a rischio la vita e la sicurezza di pazienti innocenti e indifesi. La folla ha aggredito verbalmente le suore e il personale in servizio.
La diocesi di Ujjain ha presentato una denuncia alla polizia e ha anche contattato le autorità governative competenti, denunciando tali "atrocità e atti di bullismo".
La Conferenza episcopale indiana, il Consiglio episcopale regionale del Madhya Pradesh e la diocesi cattolica siro-malabarese di Ujjain esprimono "profonda sofferenza, angoscia e preoccupazione", affermando che "l'attacco offusca l'immagine dello Stato dell'India intera".
"Chiediamo allo Stato e al governo dell'Unione di punire i colpevoli e di garantire lo stato di diritto", ha affermato mons. Leo Cornelio, Arcivescovo di Bhopal, invitando le istituzioni "a non permettere che alcun individuo o gruppo sia al di sopra della legge".
Secondo la ricostruzione di Fides, l'attacco è motivato da una contesa sulla proprietà del terreno su cui sorge l'ospedale. La Chiesa cattolica lo detiene formalmente dal 1961. Alcuni potentati politici locali contestano e oggi ne rivendicano la proprietà. La contesa è ora davanti a un tribunale.
Nei mesi scorsi si sono registrati altri episodi simili, in cui folle violente prendono di mira istituzioni cattoliche in aree con una piccola minoranza di battezzati. A gennaio scorso un attacco è avvenuto contro il collegio di St. Mary a Vidisha. (PN) (Agenzia Fides 16/3/2018)

LIBANO - L'allarme del Patriarca maronita: le scuole cattoliche gratuite cominciano a chiudere

La crisi degli istituti scolastici privati innescata dalla disposizione governativa di nuove “griglie salariali” per i lavoratori del settore pubblico, sta cominciando ad avere effetti difficilmente reversibili: il Patriarca maronita Bechara Boutros Rai ha reso noto che alla sede patriarcale di Bkerkè cominciano a giungere a ritmo sempre più frequente messaggi che comunicano la chiusura di scuole private nelle aree rurali e nelle periferie urbane. Altri istituti scolastici – ha aggiunto il Patriarca maronita durante l'omelia della messa celebrata domenica 18 marzo – hanno già comunicato alle famiglie dei propri studenti l'impossibilità di proseguire la propria missione educativa se non ci saranno entro breve interventi governativi volti a affrontare l'emergenza, e se nel bilancio preventivo nazionale per l'anno 2018 non verrà inserito l'emendamento che dovrebbe riservare alle scuole private i fondi necessari per finanziare l'adeguamento degli stipendi dei dipendenti alle nuove griglie salariali.
Durante l'omelia, il Primate della Chiesa maronita ha sottolineato che anche le scuole non statali svolgono un servizio pubblico, e l'adeguamento dei salari del personale docente e amministrativo alle nuove griglie salariali non può essere caricato sulle spalle delle famiglie, se non si vuole trasformare la rete di scuole private in altrettante “scuole per soli ricchi”, contraddicendo radicalmente la fisionomia e lo spirito con cui sono nate la gran parte di esse. Il Patriarca ha anche sottolineato che le richieste di sostegno rivolte al governo vengono sostenute da istituti scolastici d'ispirazione sia cristiana che islamica, riuniti sotto la bandiera della Federazione delle istituzioni educative.
Gli aumenti di stipendio imposti dalle nuove regole governative, entrate in vigore lo scorso agosto, si sono configurati da subito come un grosso problema per la sostenibilità finanziaria dell'intera realtà delle scuole private libanesi. Come riferito da Fides (vedi Fides 7/9/2017), i Vescovi maroniti già ai primi di settembre avevano chiesto al governo di rivedere il meccanismo degli scatti di stipendio messo in moto dalle nuove norme sulla griglia salariale, oppure di farsi carico dei costi previsti per finanziare anche l'aumento di stipendio per gli insegnanti e il personale non docente delle scuole private, in gran parte legate a soggetti ecclesiali, che accolgono più di due terzi degli studenti libanesi. (GV) (Agenzia Fides 20/3/2018)


Dobbiamo sostenere la chiesa locale e i missionari, non le ong.

BURKINA FASO - Il centro medico di Sabou: una speranza per tutto il Burkina Faso

“È un progetto ambizioso che permetterà di cambiare in meglio la situazione locale” dice all’Agenzia Fides il dottor Fabio Massimo Abenavoli, Presidente di Emergenza Sorrisi, nel presentare la collaborazione avviata dall’associazione da lui presieduta con il Centro medico San Massimiliano Kolbe di Sabou nel centro del Burkina Faso, gestito dai Frati Minori Conventuali. “I religiosi offrono un’assistenza fondamentale ad una popolazione di circa 120.000 persone che fanno affidamento a questa struttura ospedaliera” dice il dottor Abenavoli. “Noi faremo un’attività di alta specializzazione che ha raccolto il forte interessamento delle autorità sanitarie locali”.
La nostra associazione- spiega il dottore Abenavoli- effettua interventi di plastica maxillo facciale sui bambini affetti da labbro leporino, da ustioni e traumi di guerra e da tutte quelle patologie legate alle deformità. Il nostro focus principale però è la formazione dei medici locali in modo da contribuire a rendere autonomi i sistemi sanitari dei Paesi nei quali lavoriamo”.
“A Sabou in collaborazione con i Frati Minori Conventuali abbiamo avviato il progetto per la creazione di un punto di riferimento chirurgico all’interno del il Centro medico San Massimiliano Kolbe” spiega il Presidente di Emergenza Sorrisi.
Attualmente il centro medico offre una serie di servizi che vanno dal pronto soccorso a un reparto di medicina generale con 25 posti letto per adulti e 30 per bambini, un reparto maternità con 12 posti letto e un centro di recupero nutrizionale per i bambini malnutriti. Soltanto nello scorso anno 2.456 bambini hanno usufruito del servizio di assistenza nutrizionale, mentre sono stati 8.287 gli adulti e 3.725 i bambini che hanno beneficiato di una visita.
“Grazie ad un importante contributo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) il centro verrà dotato di due sale operatorie e un gabinetto oculistico” spiega il dottor Abenavoli. “Accanto all’assistenza alla popolazione locale, il centro si occuperà della formazione professionale di chirurghi sia del Burkina Faso sia dei Paesi limitrofi. Inoltre, in collaborazione con alcune università italiane, organizzeremo dei Master, ovvero dei corsi di aggiornamento molto avanzati per alcune branche chirurgiche specialistiche, quali microchirurgia, chirurgia oculistica e ortopedia”.
L’ospedale dei Frati Minori Conventuali di Sabou si trova nel centro del Burkina Faso ed è già un punto di riferimento importante non solo per le popolazioni locali ma anche per quelle più distanti. “Può ora diventare un punto di riferimento di alto profilo per la formazione professionale dei medici di tutto il Paese, anche perché Sabou si trova su un’importante strada di collegamento che attraversa tutto il Burkina Faso, tra l’altro molto ben realizzata. Il centro sanitario è quindi facilmente raggiungibile non solo da diverse località del Paese ma anche da quelle degli Stati vicini” sottolinea il medico.
Chiediamo al dottor Abenavoli in che modo la nuova struttura potrà contribuire al miglioramento della sanità nell’area. “Le patologie più frequenti che si riscontrano in Burkina Faso sono quelle infettive, come malaria e dengue, e legate alla malnutrizione infantile” dice. “Poi vi sono patologie aggravate dalla mancanza di un supporto sanitario. Ad esempio abbiamo operato dei bambini con tumori molto estesi perché non sono stati scoperti nelle fasi iniziali proprio per la carenza di medici. Ed è qui che speriamo di riuscire a incidere positivamente con la formazione di personale medico specializzato locale” conclude. (L.M.) (Agenzia Fides 14/3/2018)


Nel silenzio degli amici dei regimi totalitari travestiti da difensori del popolo
Solo la chiesa difende l’uomo

VENEZUELA - I Vescovi: il Venezuela è diventato una sorta di “terra straniera” per tutti

Ieri, 19 marzo, festa di San Giuseppe, la Conferenza episcopale venezuelana ha inviato un messaggio al popolo di Dio e alle persone di buona volontà in cui ricorda "a tutti i leader politici e sociali ed economici", che tutto ciò che viene fatto "a ciascuno dei fratelli che vivono in una situazione di vita peggiore, viene fatto a Gesù stesso". Nel testo, pervenuto a Fides, i Vescovi affermano che il Venezuela "è diventato una sorta di ‘terra straniera’ per tutti... per la pretesa di voler impiantare un sistema totalitario, ingiusto, inefficiente, manipolativo, in cui è la regola il gioco di rimanere al potere a spese della sofferenza della gente".
La situazione in Venezuela è sempre più drammatica, a causa della carenza di cibo, di medicine e di altri prodotti, oltre alla mancanza di energia elettrica che impedisce il normale sviluppo della vita quotidiana, come confermato dal "National Survey" delle condizioni di vita della popolazione venezuelana (ENCOVI) (vedi Fides 2/24/2018) secondo cui 9 famiglie su 10 non hanno le risorse per accedere ai beni minimi necessari e non possono pagare il loro cibo quotidiano.
Nel testo del messaggio i Vescovi, ricordando la loro dichiarazione del 29 gennaio, esortano: "Ascoltate il grido del popolo! Sta chiedendo di essere ascoltato. Promesse o piccoli doni volti a rendere schiavi e rendere improduttive le persone non sono sufficienti. Non c'è tempo da perdere, è tempo di un vero cambiamento".
I Vescovi ricordando che alla fine "saremo giudicati dall'amore con cui abbiamo vissuto e lavorato", mettono in guardia i leader sul potere che detengono, poiché "tutto il potere è effimero: come lo hanno ottenuto, potrebbero perderlo in qualsiasi momento."
I Vescovi esortano infine "a compiere gesti significativi di misericordia e carità verso coloro che sentono veramente il bisogno di un'espressione di tenerezza e solidarietà", in modo speciale dal 19 al 22 aprile, durante la settimana che precede la Pasqua, e a tenere viva la memoria di coloro che sono stati uccisi per aver rivendicato i valori della democrazia nel paese. "Possa la luce e la saggezza dello Spirito Santo accompagnarci per contribuire ad uscire in modo giusto, pacifico e umano dalla crisi che colpisce tutti in Venezuela" concludono i Vescovi. (LG) (Agenzia Fides 20/03/2018)

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