In Italia
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
20 gennaio 2019 * S. Sebastiano martire
mattarella trovare soluzioni alte tra di maio e salviniQuale che sia il giudizio che si può dare sul prospettato governo Lega/5 Stelle, la guerra “subacquea” che gli sta facendo il presidente Mattarella allunga ombre oscure sul suo preteso ruolo di vestale della Costituzione e della democrazia. Se c’è un’intesa tra forze politiche che si può presumere trovino una maggioranza in Parlamento, e se queste hanno un programma e un candidato premier, il presidente della Repubblica non deve fare altro che presentare tale governo alle Camere.

Saranno queste a fare tutte le dovute verifiche in un pubblico dibattito; e poi a decidere con il loro voto la sua sorte. E’ questa la regola in una democrazia parlamentare come la nostra. Stiamo invece assistendo a una vera e propria ostruzione al regolare svolgimento di tale processo, che ha luogo per di più in modo non molto brillante. Pur di non arrivare all’incarico del premier designato ogni scusa è buona.

Da un consulto con i presidenti dei due rami del Parlamento, che sono stati eletti circa un mese fa, che cosa di nuovo si può ricavare? Evidentemente nulla. E che dire del saluto alla partenza della “Nave della legalità” dal porto di Civitavecchia spacciato per un impegno che porta via una giornata? Anche se il Presidente ci fosse andato in treno, e recandosi dal Quirinale alla stazione Termini in autobus, una mezza giornata gli sarebbe bastata.

In democrazia i governi possibili si mettono alla prova del Parlamento, e se poi vengono votati li si lascia lavorare. Ciò detto, come cittadini consapevoli abbiamo il diritto/dovere di partecipare al dibattito essendoci ovviamente informati sui termini della questione. Nel caso del governo che si prospetta — che Lega e 5 Stelle hanno ad ogni modo il merito di aver definito a partire dal programma – è appunto tale programma, il cosiddetto “Contratto per il governo del cambiamento”, che va innanzitutto preso in considerazione. Grazie a Internet chiunque, ovunque sia, vi può accedere. Lo si ritrova in vari siti tra cui quello dell’Agenzia Ansa di cui ci siamo serviti noi (cfr. www.ansa.it/documents/1526568727881_Governo.pdf).

Avendolo letto attentamente e per intero e apprezzando lo stile non retorico e ragionevole in cui è scritto, direi in sintesi che, tenuto conto della situazione, è il meglio del peggio. Se fossi in Parlamento lo voterei, ma senza dimenticare, per l’appunto, che è nel campo del peggio che ci si trova. Il limite generale è lo statalismo che lo pervade, coerente con l’ideologia dei 5 Stelle, e in contrasto invece con l’ “immagine” di quella della Lega. Beninteso, più con l’immagine che con la sostanza poiché in effetti, sin da quando si chiamava ancora Lega Nord, il partito fondato da Umberto Bossi era già molto statalista, seppur alla scala padana invece che romana. Il Contratto per il governo del cambiamento consiste in una serie di promesse di interventi statali, che non riconoscono mai uno spazio di qualche peso alla società civile e che riservano alle Regioni puri compiti esecutivi di programmi dello Stato. Nel campo delle autonomie si resta nei limiti del più blando “regionalismo”, il concetto equivoco che in sede di Assemblea Costituente servì a vanificare le spinte federaliste che allora venivano dal Nordovest; nel campo della scuola quella paritaria non viene nemmeno citata e non si fa altro che prospettare altre riforme impossibili di una scuola statale ormai chiaramente irriformabile; per affrontare i problemi dei disabili si pensa nientemeno che all’istituzione di un ministero della Disabilità; ci si attende, nel quadro della progettata concessione del “reddito di cittadinanza”, che i Centri per l’impiego assumano compiti-chiave che in effetti non sono in grado di svolgere. Più promettenti risultano gli obiettivi in sede di Unione Europea e di politica estera dove giustamente si indica l’urgenza di politiche orientate agli interessi del nostro Paese e non più solo a quelli degli Usa, della Francia e della Germania (su questo tornerò eventualmente più in dettaglio nei prossimi giorni). Positive, anche se un po’ vaghe, le proposte in tema di politica economica, di promozione della famiglia e della natalità. E’ di tutto questo che vale la pena di discutere più che del troppo agghindato elenco di studi all’estero dell’eventuale premier, e di altre frattaglie del genere.

fonte: https://robironza.wordpress.com/
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