In Italia
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
21 gennaio 2019 * S. Agnese vergine
barcone immigratiQuello che si è levato a proposito dell’eventuale complicità tra le ong che nel Mediterraneo vanno a ricuperare i migranti in mare aperto, e i passatori che li mandano al largo a bordo di gommoni sempre più precari, non è solo un polverone molto probabilmente inutile. E’ anche un falso problema. Sarebbe infatti ora di rendersi conto che, nel mondo in cui viviamo, la complicità può aver luogo in forme del tutto nuove contro le quali la legislazione tradizionale non può comunque fare nulla.
Come ormai da anni andiamo scrivendo, ma che fino a qualche giorno fa scrivevamo solo noi e pochi altri, quello che accade quasi ogni giorno nelle acque del Mediterraneo comprese tra il Nordafrica e le coste joniche dell’Italia meridionale e delle sue isole non è un soccorso di naufraghi; è un trasbordo concordato in mare aperto. Beninteso, il fatto che sia concordato non toglie che sia un’operazione di emergenza, particolarmente esposta perciò al rischio di incidenti.

santa zitaA Lucca, in questi giorni sono all’opera gli acchiappa-fantasmi professionisti. Si danno da fare con strumenti elettronici  ma anche con il sistema più semplice e antico: vegliando attorno al palazzo Ducale e sperando nell’ incontro per il quale  sono venuti. Vorrebbero  risolvere finalmente  un enigma che risale a date lontane e che non ha mancato di manifestarsi sino ad ora. Anzi, soprattutto ora. Nottetempo, cioè, all’interno e nelle vicinanze del palazzo – che fu sede governativa al tempo dei francesi – si aggirerebbe un uomo “trasparente“, come si addice ai fantasmi, di non alta statura, con un pastrano e un tricorno grigi: ma sì, nientemeno che l’Imperatore, Napoleone I.
Confesso che ho saputo ora di questa storia delle “apparizioni“  ma che -a costo di essere scambiato per un visionario- la cosa non mi ha sorpreso più di tanto.

libia navi ong migrantiLuca Donadel: non sapevo chi fosse finchè mio figlio, che come tutti i giovani usa i social, mi ha fatto vedere un suo video, postato nella sua pagina Facebook il 6 marzo. Un video di meno di nove minuti, che a oggi ha avuto due milioni e settecentomila visualizzazioni. Un video in cui questo ragazzo di 23 anni, usando la rete in modo verificabile – quindi attendibile – mostra le rotte delle navi delle ong che vanno a raccogliere i migranti a poche miglia dalle coste libiche, e non in mezzo al mare.
Luca Donadel ha fatto la cosa più logica che chiunque fosse veramente intenzionato a capire cosa succede in mare avrebbe potuto fare: per 400 euro al mese ha comprato un programma in rete – e ne mostra la schermata, quindi ognuno può leggerne il nome e andare a controllare - con cui ha seguito le rotte delle navi delle ong, navi di cui conosceva il nome perché riportate nelle notizie dei salvataggi – e anche qui mostra le schermate dei quotidiani on line, con il nome delle navi e le date, quindi anche questo verificabile.

campanaIn cinque parrocchie del Molise, l’altro ieri, è successo qualcosa di strano: le campane delle chiese hanno iniziato a suonare a morto, solo che non c’erano né defunti né funerali. Il motivo era sul necrologio affisso: «La vita è vittima della morte. Dall'aborto all'eutanasia delle Dat. Con queste l'Italia ha scelto di “far morire”, non di far vivere». Dunque, l’«annuncio funebre» in realtà era una protesta a suon di rintocchi dai campanili contro la legge sul biotestamento. Il «leader» e portavoce della lenta e triste scampanata è don Mario Fangio, che a scanso di equivoci precisa: «La nostra è stata un’iniziativa del tutto personale, la Conferenza episcopale italiana (Cei) non c’entra. E nemmeno la diocesi». La contestazione contro l'approvazione alla Camera dei Deputati delle Disposizioni anticipate di Trattamento (Dat), nell'ambito della legge sul testamento biologico ora al vaglio del Senato, è stata attuata dai don «Gino Dovidio di Duronia e Castropignano, Antonio Guglielmi di Salcito (Campobasso) e Leonardo Sacco di Pietrabbondante (Isernia)». Ma don Fangio è sicuro che «altri si aggiungeranno». 

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