Bioetica
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
11 dicembre 2019 * S. Damaso I papa
ginecologiaNeonati abortiti all'insaputa dei genitori. Cartelle cliniche falsate. Assoluta indifferenza e freddezza da parte dei medici aguzzini, di cui quattro arrestati e sette sospesi. Un caso impossibile da censurare, emerso fatalmente dalle intercettazioni avviate all'interno di un'indagine sulla ndrangheta calabrese. Finora, però, chi ne ha parlato lo ha fatto liquidando la notizia come un episodio di malasanità: dal sito di Repubblica, che ieri mattina titolava “Errori medici con referti falsi”, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha richiamato alla verifica delle «anomalie», fino alla guardia di finanza che ha ridotto la vicenda a «una bruttissima storia». Ma i toni dei media, pur indignati, sono fuorvianti e impediscono di fissare l'attenzione su particolari essenziali a comprendere le cause di un fatto che, legato ad altri capitati di recente, non può che interrogare tutto il mondo della sanità. E non solo quello calabrese.

JEREMY-IRONS-facebookIl libertario Jeremy Irons ha sempre avuto la tendenza a mettersi nei guai, come dice la moglie Sinead Cusack. Come quando disse: “I padri sposeranno i figli, per evitare la tassa di successione”. Un paradosso per esprimere la sua forte contrarietà ai matrimoni gay. Poi il Premio Oscar insorse contro la legge che vieta di fumare a New York. “Chi fuma”, disse Irons, “andrebbe protetto come i disabili e i bambini”. Quella volta non la presero bene quelli della National Organization on Disability. E Irons ne ebbe anche per Michael Bloomberg, sindaco di New York, e il suo “nanny state”. E’ lo stesso attore che interruppe un copioso flusso di donazioni al Partito laburista quando Westminster bandì la caccia, da Irons definito “uno dei voti più devastanti dell’ultimo secolo”.

aborto3Anche se nessuno la guarda, ancora una volta la realtà si impone mostrando l'ipocrisia delle argomentazioni con cui si è rimessa in discussione l'obiezione di coscienza, dopo che l'Europa ha condannato l'Italia perché non garantirebbe un adeguato accesso all'aborto. Al di là del fatto che i numeri del governo dimostrano l'opposto, la sentenza europea parla di violazione in nome del "diritto di salute della donna". Mentre invece, come ha scritto settimana scorsa su Salon la femminista abortista Camille Paglia, accusando la stessa sinistra di mistificare la realtà nascondendosi dietro a un presunto "attacco alla salute delle donne", bisognerebbe chiedersi: "Chi è la vera vittima qui?".

poland-anti-abortion-protestDavvero le grida del piccolo Down polacco, morente sul tavolo operatorio dopo un tentativo di aborto fallito alla 23esima settimana, hanno messo in crisi oltre che un intero ospedale anche i difensori dell'aborto, le istituzioni internazionali e la stampa mondiale che si sono scagliati contro il governo eletto lo scorso ottobre e favorevole all'abrogazione della legge abortista.

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