Bioetica
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
20 gennaio 2019 * S. Sebastiano martire
loyola univCredere che al mondo esistano solo due generi, maschio e femmina – cioè credere nella biologia, ha scritto la National Review – può essere “un crimine d’odio”. Almeno così la pensano alla prestigiosa e antica Loyola Marymount di Los Angeles, l’università cattolica gesuita fondata nel 1865. Un’impiegata dell’ufficio Alumni, da quindici anni dipendente del campus, è stata sospesa perché avrebbe negato – e a confermarlo è una delle “vittime” – i presupposti del transgenderismo. I fatti risalgono al 14 aprile scorso, le versioni differiscono a seconda di chi parli, ma tutte concordano su un punto: l’impiegata (senza nome) avrebbe dichiarato che da cattolica non può ritenere che al mondo esista il genere neutro. E lo avrebbe dichiarato all’interno dell’istituzione cattolica.

ginecologiaNeonati abortiti all'insaputa dei genitori. Cartelle cliniche falsate. Assoluta indifferenza e freddezza da parte dei medici aguzzini, di cui quattro arrestati e sette sospesi. Un caso impossibile da censurare, emerso fatalmente dalle intercettazioni avviate all'interno di un'indagine sulla ndrangheta calabrese. Finora, però, chi ne ha parlato lo ha fatto liquidando la notizia come un episodio di malasanità: dal sito di Repubblica, che ieri mattina titolava “Errori medici con referti falsi”, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha richiamato alla verifica delle «anomalie», fino alla guardia di finanza che ha ridotto la vicenda a «una bruttissima storia». Ma i toni dei media, pur indignati, sono fuorvianti e impediscono di fissare l'attenzione su particolari essenziali a comprendere le cause di un fatto che, legato ad altri capitati di recente, non può che interrogare tutto il mondo della sanità. E non solo quello calabrese.

Corea-del-Sud preghiera Papa bambini-abortitiMi dispiace, sarò ripetitiva, ma per me, finché non si riapre seriamente un discorso sull’aborto, tutti i discorsi sulla pace e sulla guerra non hanno un gran senso. Perché una violenza si chiamerebbe diritto intoccabile, progresso e liberazione, e un’altra violenza invece sarebbe una crudeltà da combattere? Chi giudica quale violenza sia buona e quale cattiva? A parte quella per legittima difesa, tutta la violenza è cattiva (non uccidere, quinto comandamento). Allora perché dovrei indignarmi per una guerra, se c’è un genocidio consumato quotidianamente nei nostri ospedali, in un’apparente pulizia e asetticità, in cui le vittime sono i più deboli tra i deboli, i più piccoli tra i piccoli,

aborto3Anche se nessuno la guarda, ancora una volta la realtà si impone mostrando l'ipocrisia delle argomentazioni con cui si è rimessa in discussione l'obiezione di coscienza, dopo che l'Europa ha condannato l'Italia perché non garantirebbe un adeguato accesso all'aborto. Al di là del fatto che i numeri del governo dimostrano l'opposto, la sentenza europea parla di violazione in nome del "diritto di salute della donna". Mentre invece, come ha scritto settimana scorsa su Salon la femminista abortista Camille Paglia, accusando la stessa sinistra di mistificare la realtà nascondendosi dietro a un presunto "attacco alla salute delle donne", bisognerebbe chiedersi: "Chi è la vera vittima qui?".

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