Bioetica
“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
21 luglio 2019 * S. Lorenzo da Brindisi
ginecologiaIl 10 giugno del 2014 la Corte Costituzionale apre alla fecondazione eterologa, prima vietata dalla legge 40. Il 12 settembre dello stesso anno la Regione Lombardia con una delibera decide che tale tecnica fosse a carico degli assistiti e il 7 novembre, con un’altra delibera, fissa le tariffe a carico degli utenti: tra i 1.500 e i 4.000 euro.
A quel punto L’Associazione Sos Infertilità Onlus impugna le delibere presso il Consiglio di Stato, il quale rimanda il tutto al Tribunale amministrativo regionale. Quest’ultimo dà ragione all’associazione: che sia la Regione a pagare i cicli di fecondazione eterologa (clicca qui). Maroni annunciò ricorso al Consiglio di Stato e questi, proprio ieri, gli dato torto per la seconda volta.

famiglia omosessualeUn comunicato della Corte di Cassazione rende noto che la prima sezione civile del tribunale supremo ha respinto il ricorso del procuratore generale e ha quindi confermato la sentenza della Corte d’Appello di Roma che accoglieva la domanda di “stepchild adoption” di una coppia di donne (cioè la richiesta, da parte di una delle due, di adottare il figlio biologico della compagna).
LA SENTENZA. Questa sentenza della Cassazione, riferisce la cronaca di Repubblica, riguarda tecnicamente l’adozione “in casi particolari” disciplinata nel nostro paese dalla legge 184 del 1983. Legge che di per sé riguarderebbe i casi di bambini in stato di abbandono, ma secondo gli ermellini nel caso preso in esame la stepchild adoption autorizzata «prescinde da un preesistente stato di abbandono del minore e può essere ammessa sempreché, alla luce di una rigorosa indagine di fatto svolta dal giudice, realizzi effettivamente il preminente interesse del minore».

MIUR laBuonaScuolaAl Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca si sta lavorando per introdurre nelle scuole l’idea che “La differenza sessuale può essere vissuta in uno spettro ampio di inclinazioni, affinità, scelte”, perché “si può essere uomini e donne in modo libero e rispettoso di sé e degli altri senza costringere nessuno/a dentro un modello rigido di comportamenti e di atteggiamenti”. 
E’ il principio filosofico e culturale in base al quale in realtà non conta il tuo corpo – maschio o femmina – per determinare se sei un uomo, una donna, o una cosa diversa.

istituto-sacro-cuore-di-trentoIl titolo è di quelli sparati a sei colonne: “Scuola cattolica condannata a risarcire un’insegnante licenziata perché lesbica”. E il circo mediatico ieri non ha fatto altro che rilanciare la notizia come se fosse l’ultima tappa del cammino dei diritti dell’uomo nel nome della non discriminazione. Approda ad una sentenza, che non mancherà di far discutere e soprattutto di sollevare inquietanti interrogativi sulla libertà di educazione degli istituti paritari, la vicenda del presunto licenziamento di una insegnante dell’Istituto Sacro Cuore di Trento a causa di una sua altrettanto presunta inclinazione omosessuale. Anche la Nuova BQ negli anni scorsi aveva raccontato la storia, mettendo tra l’altro in evidenza alcuni dettagli sfuggiti ai giornalimainstream.

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