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“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
11 dicembre 2018 * S. Damaso I papa
divina misericordiaIl 22 febbraio 1931 Gesù comunicò per la prima volta a santa Faustina Kowalska il desiderio di una festa della Misericordia da celebrare nella prima domenica dopo la Pasqua, chiedendole di annunciare le grazie straordinarie che avrebbe concesso. Le apparve in una veste bianca con la mano destra benedicente e la sinistra poggiata sul petto, da cui fuoriuscivano due grandi raggi, uno rosso e l’altro pallido, secondo l’immagine poi divenuta famosa in tutto il mondo e sotto la quale le disse che doveva essere riportata la scritta: “Gesù confido in Te”. In quello stesso giorno Nostro Signore le fece una solenne promessa, valida per ogni anima pellegrina sulla terra: “Prometto che l’anima, che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria”.

Attraverso le rivelazioni a suor Faustina, Gesù ha chiesto ai sacerdoti di annunciare “la Mia grande Misericordia per le anime dei peccatori”, domandando a ogni uomo di invocare con fiducia il Suo perdono. Dopo il 22 febbraio 1931, a riprova di quanto la Festa della Divina Misericordia sia importante nel piano salvifico, ricordò la sua richiesta alla santa in altre 14 apparizioni, dando di volta in volta nuovi elementi sul modo di celebrarla e sul perché. La scelta della prima domenica dopo Pasqua, anche detta dall’antichità in albis, indica proprio l’intimo legame tra il mistero della Redenzione e tale festa, un legame che è reso ancora più evidente dalla sua novena (“durante questa novena elargirò grazie di ogni genere”, ha detto il Signore) con inizio al Venerdì Santo. Gesù ha infatti spiegato che “le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione”, per il rifiuto dell’Amore divino. E con la Festa della Misericordia ha voluto offrire un’altra grande possibilità di salvezza, prima del Suo giusto giudizio.

Gesù ha promesso speciali grazie a chi riceverà degnamente l’Eucaristia nella Domenica della Divina Misericordia: “L’anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene”. E ha aggiunto: “In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le mie grazie divine”. Per ricevere questi doni eccezionali, che secondo padre Ignazio Rozycki (un teologo caro a san Giovanni Paolo II) sono perfino più grandi dell’indulgenza plenaria (la quale è nello specifico la remissione della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa) e si potrebbero equiparare a un “secondo Battesimo”, la confessione può essere fatta pure qualche giorno prima, ferma restando la necessità di comunicarsi poi in stato di grazia, perciò senza alcun peccato mortale, e adorare con fervore la Divina Misericordia, definita da Gesù “il più grande attributo di Dio”.

Tra coloro che più hanno aiutato suor Faustina a diffondere la devozione alla Divina Misericordia va ricordato il beato Michele Sopocko (1888-1975), suo direttore spirituale: “Egli ti aiuterà a fare la Mia volontà sulla terra”, le disse Dio attraverso una locuzione interiore. Fu lui a chiedere nel 1934 a Eugenio Kazimirowski di dipingere la prima immagine di Gesù Misericordioso, che il pittore eseguì sotto la supervisione della santa e che il sacerdote espose durante la Messa del 28 aprile 1935, prima domenica dopo Pasqua, nella cappella della Porta dell’Aurora a Vilnius. Alcuni anni dopo fu dipinta un’altra versione, quella più diffusa ed eseguita come ex voto da Adolf Hyla, ma va detto che entrambe le immagini sono ricchissime di significati. Anche grazie a esse la Festa della Divina Misericordia si è andata sempre più radicando, fino alla sua definitiva istituzione nel 2000 ad opera di san Giovanni Paolo II.

Per saperne di più: Diario di santa Faustina Kowalska

fonte: http://www.lanuovabq.it/
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