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“Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono”
26 giugno 2017 * S. Elisa vergine

L'insegnamento del Papa

Vaticano In questa sezione raccogliamo i discorsi pronunciati all'Angelus e in altre occasioni da Papa Francesco.
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3435031-francia-parigi-notre-dame-quot-nostra-signora-quot-e-la-piu-famosa-cattedrale-gotica-la-costruzione-La Chiesa non ha mai rinunciato a dire la "parola che le spetta" sulle questioni riguardanti la vita sociale.
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di Aurora Avellino
Il cammino di un’anima con i dolori, le gioie, le paure, le speranze vissute e assaporate in modo che possano divenire fedeli compagne di cammino.
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eluanaCon la sentenza del Consiglio di Stato che obbliga la Regione Lombardia a pagare un risarcimento danni a Beppino Englaro, la triste vicenda di Eluana può dirsi conclusa. Un risarcimento esemplare, quantificato in 133mila euro per non aver ottemperato alla sentenza della Corte d’Appello di Milano che consentiva “lo spegnimento dei macchinari” che tenevano in vita la donna gravemente disabile ospitata per 17 anni dalle suore Misericordine di Lecco. Poco importa che Eluana fosse tenuta in vita soltanto da alimentazione e idratazione e che non ci fosse nessun macchinario a consentirle di vivere.
Il punto era proprio quello: interrompere la somministrazione dei sostegni vitali attraverso il sondino naso-gastrico. Ma per farlo bisognava trovare una clinica che ottemperasse all’ordine della magistratura, impartito nel 2009 sotto il fuoco incrociato di una polemica che aveva dilaniato in due il Paese tra favorevoli e contrari. Il presidente della Regione Lombardia di allora, Roberto Formigoni si rifiutò di prestare cliniche e ospedali lombardi per far morire Eluana.

charlie gardCome si fa, mi chiedo, a volere e soprattutto ad imporre la morte di un bambino di 8 mesi affetto da una rarissima malattia genetica (sindrome di deperimento mitocondriale) che porta ad un progressivo indebolimento dei muscoli e a considerarlo “il miglior interesse del paziente”? Come si fa, mi domando, a non rimanere schifati, disgustati ed arrabbiati davanti ad un’ Alta Corte britannica e ad una Corte Suprema che per ben due volte sentenziano, contro la volontà dei genitori, che il bimbo “deve morire con dignità” solo perché ne risulta molto difficile la guarigione o la comparsa di miglioramenti?
Come si può, continuo a martellarmi, ad essere un medico e a considerare “non etico tenere in vita il bambino”? Come si può impedire a due genitori di provarle tutte, di combattere fino alla fine, di portare loro figlio negli Stati Uniti per una terapia sperimentale che comunque presenta delle possibilitá di riuscita e che in passato ha visto la guarigione di bambini affetti da patologie simili? Un senso di orrore mi invade e mi pervade assieme ad un distillato di incredulità e di ripugnanza.

Charlie GardIn queste ore, nella Londra martoriata da un terrorismo islamico ormai incontrollabile e angosciata da un Occidente che si mostra sempre più incapace di risposte credibili, si sta combattendo un’altra battaglia. Se possibile ancora più oscura. E’ la battaglia di uno Stato che - con le sue leggi colpevoli, i suoi sedicenti organi di giustizia, la sua comunità scientifica - tutto in una inquietante consonanza, invoca la morte di un piccolo bambino di nove mesi: Charlie Gard.  
“Non è etico tenere in vita il bambino” dichiarano i medici che si trovano di fronte ad una patologia grave e rarissima di cui non conoscono cura. Il piccolo “deve morire con dignità”, rincarano i giudici con ben due sentenze. E poco importa se i genitori, al capezzale del figlio 24 ore al giorno, gridano ai medici, ai giudici, al mondo intero che il piccolo vive. Che li riconosce, che risponde agli stimoli. Che la vita, finché è vita, merita sempre una possibilità.

dat ansaVolete vendere la vostra vecchia automobile, del valore di qualche centinaio di euro? Dovete comunque ricorrere all’atto pubblico, cioè spendere denaro e compiere qualche adempimento formale. Pensate di disfarvi di un garage intestato alla nonna, che in famiglia non serve a nessuno? Tra visure catastali e atti notarili, inclusa la procura a vendere della proprietaria magari inabile, la questione è ancora più complicata e onerosa. Avete deciso di disporre della vostra vita con una dat? E che problema c’è? Bando alle forme! Per l’articolo 4 comma 6 della legge approvata qualche settimana fa dalla Camera (già iscritta con tempismo all’ordine del giorno del Senato), «le dat devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata ovvero per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l’ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo, che provvede all’annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie, quando ricorrano i presupposti di cui al comma 7».
Che cosa dice a sua volta il comma 7?

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