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16 dicembre 2017 * S. Adelaide vergine

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Cari amici, da qualche giorno giungono surreali notizie relative al caso di Elisa Claps, la giovane di Potenza uccisa nel 1993 e il cui cadavere è stato recuperato soltanto nei mesi scorsi in un sottotetto di una chiesa. È stata infatti resa nota una corposissima perizia (600 pagine) che si è soffermata in particolare su uno dei reperti trovati nei pressi del cadavere: un bottone rosso. Per la paleontologa il bottone rosso può essere appartenuto all’abito di un cardinale, mentre non è invece compatibile con quelli dell’abito talare di Don Mimì Sabia, lo storico parroco di Potenza della chiesa della Trinità deceduto nel 2008.

“Ammettendo l’appartenenza del bottone a un abito talare, dato il particolare tipo di rosso, rosso ponso – scrive il perito -, ammettendo che il colore, (cosa verosimile data la composizione della fibra), non abbia subito una variazione, il bottone potrebbe essere appartenuto ad un abito cardinalizio”.

 

La Gazzetta del Mezzogiorno, appreso che di bottone cardinalizio si tratta, ha prontamente  ricostruito quanti e quali porporati si siano recati a Potenza , scoprendo che Joseph Ratzinger è stato lì appena 20 giorni dopo l’omicidio Claps. La successiva visita è di due anni dopo, con Ersilio Tonini, poi si va al 1997, con Roger Etchegaray. Il quotidiano argomenta: “Se il corpo è lì dal 12 settembre del 1993, come ritiene il professor Francesco Introna, quel bottone deve essere stato perso nel sottotetto prima dell’omicidio. Le visite più recenti, però, risalgono al 1981”, quando i cardinali Giovanni Benelli e Anastasio Ballestrero raggiungono i comuni lucani colpiti dal terremoto. E così il nome di Ratzinger emerge e viene associato alla vicenda.

Ieri sera, durante la puntata di “Chi l’ha visto”, su Raitre, è stato fatto vedere anche il filmato del cardinale oggi Papa, mentre riceve il premio letterario Basilicata a Potenza, il 3 ottobre 1993, venti giorni dopo la scomparsa di Elisa. “È ovvio – ha detto la conduttrice Federica Sciarelli – che un cardinale non va in nel sottotetto di una chiesa e ci scusiamo se accostiamo il Papa a questa vicenda”. Intanto però l’accostamento è stato fatto.

Nessuno peraltro si è chiesto se quel bottone fosse già stato lì quando il corpo di Elisa è stato nascosto. Così come nessuno sembra ipotizzare che un bottone rosso, anche se venisse accertato essere del tipo cardinalizio, potrebbe essere caduto da un vestito di carnevale e non necessariamente da un vestito cardinalizio indossato da un vero porporato che tutto bardato di rosso si addentra nelle oscure soffitte di una chiesa.  Ma tant’è.  La notizia rimane la presenza di Ratzinger meno di un mese dopo del delitto.

Ci permettiamo di suggerire altre piste investigative che potrebbero far luce su alcuni storici misteri d’Italia. La strage dell’Italicus: Ratzinger è coinvolto d’ufficio, dato il latino nel nome, probabile riferimento al motu proprio sulla liturgia antica. Caso Moro: un terrorista della banda Baader Meinhof ha fatto notare che Joseph Ratzinger era stato a Roma, la città dove avvenne il rapimento dello statista democristiano, meno di un anno prima. Ustica: secondo un dossier dei servizi segreti francesi ritrovato in una salsamenteria di Norcia (città di San Benedetto, a cui Ratzinger, guarda caso, è molto legato), l’allora arcivescovo di Monaco di Baviera la sera del disastro aereo avrebbe più volte alzato gli occhi al cielo, scrutando le nubi; perché lo fece?  Strage di Bologna: la bomba fu fatta scoppiare nella sala d’attesa della stazione. Più volte Ratzinger è passato in treno per quella stazione. Attentato al Papa Giovanni Paolo II: proprio Ratzinger era stato di persona in Piazza San Pietro, cioè esattamente nel luogo del crimine, appena quattro anni prima, in occasione del concistoro durante il quale era stato creato cardinale; difficile pensare che fosse lì per caso. Omicidio-suicidio del capo delle Guardie svizzere: quella sera Ratzinger era a casa sua, in Vaticano, a poche centinaia di metri da dove avveniva il delitto… Potremmo continuare all’infinito (vogliamo parlare del caso Cogne, dei delitti del mostro di Firenze, dell’omicidio della povera Sarah Scazzi?). Si attende un riscontro da parte di Dan Brown.

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